<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766</id><updated>2009-12-26T03:51:22.331+01:00</updated><title type='text'>il cinema secondo crisss</title><subtitle type='html'>Cinema e tutto il resto. 
Guardare, vedere, leggere, scrivere, ascoltare, scoprire, sempre con passione ma anche con un certo distacco... quello della sana ironia! 
In fondo ciò che stiamo vivendo non è un film? 
Ditemi di si!!!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default?orderby=updated'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;orderby=updated'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>35</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-7029005753012845372</id><published>2009-11-18T17:55:00.002+01:00</published><updated>2009-11-18T18:01:43.449+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Nemico pubblico N. 1 o dell’eroe-autore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SwQocFgGOdI/AAAAAAAAAQ0/Z5gjbf-9rBU/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 91px; height: 135px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SwQocFgGOdI/AAAAAAAAAQ0/Z5gjbf-9rBU/s200/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405489915729689042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il modo di narrare di Michael Mann è parte fondante dei suoi film; non è un punto di vista ma un personaggio. Spesso il principale.&lt;br /&gt;E il suo ultimo film lo dimostra ancora una volta, in modo più forte che mai. Questo &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Public Enemies&lt;/i&gt; – la storia di Dillinger, personaggio mitico dell’America – è il ritratto di un eroe che crea il suo spazio ed è artefice primo del film. Dillinger (Johnny Depp, non poteva essere altrimenti) irrompe sullo schermo e imprime la pellicola sin dai primi momenti.&lt;br /&gt;Il suo personaggio esce di prigione e entra nel mondo (che rappresenta anche la libertà) disegnando in prima persona lo spazio che, assieme agli altri con i quali divide la scena, esiste solo perché è lui a volerlo e a “progettarlo”.&lt;br /&gt;Lo fa creando iperboli con le armi, attraversandolo con lo sguardo (la pellicola è piena di primi piani), ripetendo gesti e situazioni (le rapine in primis) che lo rendono regista assoluto di se stesso e di quello che lo circonda.&lt;br /&gt;Emblematica a tal proposito la scena che lo vede entrare negli uffici dell’FBI senza nascondersi (ma senza che nessuno si accorga della sua presenza),  rimirare compiaciuto le sue foto alle pareti e  guardare tutti quegli impiegati che lavorano solo per catturarlo (l’FBI – che nasce in quel periodo e si chiama ancora solo Bureau – &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;non deve forse a John la sua esistenza? Il suo antagonista Purvis non esiste solo come suo alter ego?).&lt;br /&gt;Il Regista-Dillinger scrive la sua storia, che inizia da eroe ma finisce, inevitabilmente, da antieroe, lasciando nello spettatore sentimenti di ammirazione, rispetto, a volte timore ma anche umana comprensione. Proprio come un grande Autore.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-7029005753012845372?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/7029005753012845372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=7029005753012845372' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7029005753012845372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7029005753012845372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/11/cinema-nemico-pubblico-n-1-o-delleroe.html' title='[cinema] Nemico pubblico N. 1 o dell’eroe-autore'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SwQocFgGOdI/AAAAAAAAAQ0/Z5gjbf-9rBU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-3663823763797767715</id><published>2009-10-08T12:29:00.002+02:00</published><updated>2009-10-08T12:31:33.345+02:00</updated><title type='text'>[cinema] L’Autore, i Personaggi, il Pubblico: Bastardi senza gloria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/Ss2_d42JBnI/AAAAAAAAAQs/sEYXnatb5uc/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 94px; height: 124px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/Ss2_d42JBnI/AAAAAAAAAQs/sEYXnatb5uc/s200/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390174849228932722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Perché Quentin Tarantino è un Autore con &lt;st1:personname productid="la A" st="on"&gt;la A&lt;/st1:personname&gt; maiuscola? La domanda che – volendo – apre scenari infiniti, ce la potremmo porre per ogni regista (ma anche artista in genere) della nostra era. Adesso che non è più così semplice individuare l’artista poiché non esiste più l’oggetto d’arte, ma al solo la performance, il gesto, tutt’al più il soggetto d’arte, questo domanda è più che mai lecita e stimolante.&lt;br /&gt;E la risposta non può che essere molteplice: Tarantino che con “Le Iene” era già arrivato in alto (forse al vertice della sua carriera), con “Pulp Fiction” ha inventato un nuovo linguaggio scardinando i precedenti, come fa un vero artista. Lui non bada alle regole, anzi ci gioca e si diverte a sovvertirle, fa un B-movie dandogli lustro da capolavoro, i suoi “segni” sono ormai riconoscibili e unici, i suoi personaggi sono già archetipi (come la sposa di “Kill Bill” per dirne uno).&lt;br /&gt;A conferma di ciò, ormai quando andiamo a vedere un suo film ci aspettiamo cose precise da lui come autore.&lt;br /&gt;Questo accade spesso ovviamente; ma mentre per un Woody Allen ci aspettiamo esattamente quello che poi troviamo in ogni nuova pellicola, e cioè ci attendiamo che ci tranquillizzi in qualche modo (col suo linguaggio, i personaggi WASP, con i misantropi e gli intellettuali che popolano i suoi film), da Tarantino ci aspettiamo di essere spiazzati e destabilizzati.&lt;br /&gt;Dopo i due capitoli di Kill Bill (e in attesa dell’inevitabile terzo), il Nostro si muove stavolta nel terreno difficile del nazismo. “Bastardi senza gloria” potrebbe essere uno dei tanti film (non discutiamo sulla qualità) su questo argomento, ma nelle sue mani diventa - anche - altra cosa: lo scalpo, le pistole puntate tutte insieme, la pellicola che brucia, il finale, sono la firma dell’autore, che si diverte come un matto a girare questa storia. Lo fa per sé ma strizzando come sempre l’occhio al pubblico e chiamandolo a condividere le sue passioni e le sue fissazioni: vecchi film, icone strampalate, personaggi che sembrano vivere di vita propria.&lt;br /&gt;In fondo tutti bastardi senza gloria.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-3663823763797767715?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/3663823763797767715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=3663823763797767715' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3663823763797767715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3663823763797767715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/10/cinema-lautore-i-personaggi-il-pubblico.html' title='[cinema] L’Autore, i Personaggi, il Pubblico: Bastardi senza gloria'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/Ss2_d42JBnI/AAAAAAAAAQs/sEYXnatb5uc/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-8553150713911845718</id><published>2009-09-29T13:17:00.003+02:00</published><updated>2009-09-29T13:20:59.562+02:00</updated><title type='text'>[libri] Nefandezze, umanità e amore visti dalla Rambla: Francisco Gonzalez Ledesma</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SsHtaKzq4nI/AAAAAAAAAQk/vwIWjmMbdUQ/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 74px; height: 116px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SsHtaKzq4nI/AAAAAAAAAQk/vwIWjmMbdUQ/s200/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386847663145280114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;C’è una Barcellona che appartiene al passato e forse non è mai realmente esistita (o forse è l’unica vera) e che esce prepotentemente dalle pagine di un libro: “Storia di un dio da marciapiede” di Francisco Gonzalez Ledesma. La sua città inizia e finisce in pochi quartieri, la sua vita si snoda attorno alla Rambla ma soprattutto nel Barrio Chino, nei suoi locali, nel puzzo dei vicoli e nei suoi vini di pessima qualità. È la città-microcosmo del protagonista, l’ispettore di polizia Mendez, che pensa di non riuscire a sopravvivere fuori da quel quartiere e che invece - per seguire un caso terribile di morte dove c’è di mezzo una bambina - si troverà prima a Madrid e poi addirittura in Egitto. Ma scoprirà che anche laggiù, nella mitica terra dei faraoni, la gente in fondo è la stessa: sporca, crudele, vigliacca. Così sono i personaggi che si incontrano in queste pagine, siano essi killer spietati, separatisti dell’Eta, alti funzionari o ricchi borghesi.&lt;br /&gt;In fondo, scopre Mendez, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;nessun posto è tanto diverso da quello popolato di disgraziati, delinquenti e prostitute nel quale lui vive e del quale si nutre e dove però i suoi occhi smaliziati e poco inclini allo stupore riescono ancora a commuoversi per lo sguardo di una bambina innocente: l’unica poesia possibile in questo mondo e l’unico motivo per cui valga la pena vivere.&lt;br /&gt;Il libro è un perfetto noir nell’architettura e nei meccanismi (ci sono tutti i crismi, dal commissario che agisce al limite del legale alla suspense), ma Ledesma fa del genere soprattutto uno strumento per parlare della cosa che davvero gli interessa e vuole mostrarci: l’umanità e le sue (troppo spesso squallide) sfaccettature.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-8553150713911845718?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/8553150713911845718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=8553150713911845718' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/8553150713911845718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/8553150713911845718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/09/libri-nefandezze-umanita-e-amore-visti.html' title='[libri] Nefandezze, umanità e amore visti dalla Rambla: Francisco Gonzalez Ledesma'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SsHtaKzq4nI/AAAAAAAAAQk/vwIWjmMbdUQ/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-4646767088427894998</id><published>2009-09-21T15:41:00.002+02:00</published><updated>2009-09-21T15:48:48.434+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Drag me to hell, senza ritorno… Raimi, il padre di tutti gli horror</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SreENn2R0dI/AAAAAAAAAP0/D1_VmKsOiZg/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 95px; height: 141px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SreENn2R0dI/AAAAAAAAAP0/D1_VmKsOiZg/s200/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383917249114526162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I vermi vomitati, la vecchia mostruosa, il cimitero, le sedute spiritiche, la biondina campagnola, il soprannaturale e soprattutto lo humour nero: è un vero manuale dell’horror “come Dio comanda” l’ultimo film di Sam Raimi.&lt;br /&gt;Gli ingredienti ci sono tutti, quegli elementi che fin dagli anni ’70 fanno di un horror ciò che è, un piatto gustoso, di quelli che si va sul sicuro (come una bella lasagna) ma che cucinato da uno chef ha tutto un altro sapore. Raimi rispolvera con divertimento (e si vede) gli stilemi classici del genere ma lo fa con rara ironia e con capacità tempistiche e registiche uniche. Il gioco funziona e diverte, soprattutto nella prima parte della pellicola quando l’orrore è chiamato in causa ma non si rivela completamente; e nei tocchi da maestro, come la scelta di una protagonista ex campagnola e ora bancaria in cerca di una promozione a vice direttore, che incarna il rampantismo spietato e che il regista si diverte a punire esemplarmente.&lt;br /&gt;Il finale – prevedibile ma forse non troppo – provoca un piccolo sussulto nello spettatore ma strappa anche un sorriso. Luciferino.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-4646767088427894998?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/4646767088427894998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=4646767088427894998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/4646767088427894998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/4646767088427894998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/09/cinema-drag-me-to-hell-senza-ritorno.html' title='[cinema] Drag me to hell, senza ritorno… Raimi, il padre di tutti gli horror'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SreENn2R0dI/AAAAAAAAAP0/D1_VmKsOiZg/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-4215585589116353742</id><published>2009-07-23T15:57:00.002+02:00</published><updated>2009-07-23T16:00:44.789+02:00</updated><title type='text'>[Opportunità] Filmare lo spazio urbano. Il Festival Videopolis</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;Al via il concorso per opere videocinematografiche VIDEOPOLIS&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;L’XI edizione del Festival Nazionale “Videopolis - creativity" si svolgerà a Padova dal 3 al 5 novembre 2009.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-Cn;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-letter-spacing:-.3ptfont-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;C’è tempo fino al prossimo &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-letter-spacing:-.3ptfont-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;15 settembre 2009 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-letter-spacing:-.3ptfont-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;per partecipare alla &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi- letter-spacing:-.3ptfont-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;selezione di opere videocinematografiche sulla rappresentazione dello spazio urbano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=" font-family:Verdana;mso-bidi-letter-spacing: -.3ptfont-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;, il tema che caratterizza il Festival, promosso dalla Regione del Veneto e giunto ormai alla sua XI edizione.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;Possono partecipare al concorso &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;documentari &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;fiction &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;che abbiano come tema lo spazio urbano e la sua rappresentazione (inteso nella dimensione urbanistica, ambientale e culturale) e una durata massima di 30 minuti; le opere devono essere di autore o di produzione italiani e realizzate successivamente al 31 dicembre 2005 e non devono essere state presentate a precedenti edizioni del festival.&lt;br /&gt;Le opere selezionate parteciperanno al Festival e saranno esaminate dalla giuria nominata dal Presidente della Regione del Veneto e presieduta da Folco Quilici.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;bando &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;integrale e la &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=" font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;scheda di partecipazione &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;sono disponibili all’indirizzo web:&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;www.regione.veneto.it/videopolis&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:13px;"&gt;INFO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-LightCn;font-size:10.0pt;"&gt;Segreteria Organizzativa&lt;br /&gt;Tel. 041 81030895&lt;br /&gt;E-mail: videopolis@dge.it&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana; mso-bidi-font-family:FrutigerLTStd-BoldCn;font-size:10.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-4215585589116353742?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/4215585589116353742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=4215585589116353742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/4215585589116353742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/4215585589116353742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/07/filmare-lo-spazio-urbano-il-festival.html' title='[Opportunità] Filmare lo spazio urbano. Il Festival Videopolis'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-5167280930655233081</id><published>2009-06-24T17:37:00.003+02:00</published><updated>2009-06-24T17:39:26.600+02:00</updated><title type='text'>[libri]  Se Almodòvar diventa un teorema: il romanzo d’esordio di Antoni Casas Ros</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SkJIm_9jLwI/AAAAAAAAAPs/qNY_me5sVuU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 72px; height: 111px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SkJIm_9jLwI/AAAAAAAAAPs/qNY_me5sVuU/s200/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350919142111391490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I libri da leggere si scelgono per tanti motivi. Il titolo, la copertina, l’autore,… “Il teorema di Almodovar” l’ho scelto per il nome del regista nel titolo (quindi ha funzionato!), per l’età dell’autore (che è mio coetaneo) e perché è un’opera prima (sono convinta che la magia degli esordi difficilmente si possa replicare).&lt;br /&gt;Il romanzo parla di un uomo dal volto cubista, sfigurato in seguito a un incidente d’auto nel quale la sua ragazza ha perso la vita. Lei la vita e lui la faccia.&lt;br /&gt;In seguito a quell’episodio lacerante il protagonista, che si chiama Antoni come l’autore, dopo aver provato le vie (inutili) della chirurgia, si arrende; un po’ perché non vede soluzione, molto perché è il suo modo di chiudersi al mondo, di sfuggire a quella realtà che lo ha profondamente ferito e che ora è incapace di affrontare. Così di giorno sta chiuso in casa a impartire lezioni di matematica via Internet e di notte, col favore delle tenebre, scende per le viuzze di Genova.&lt;br /&gt;Oltre al cinema – ce n’è tanto, attraverso riferimenti e suggestioni, non solo almodovariane – nel libro c’è l’idea forte dell’amore possibile. L’amore che si rivela inaspettato in tutte le situazioni, nel volto insostenibile di un essere umano così come nel corpo multiforme/mutante di un travestito (la bella Lisa) che è in grado di sostenere lo sguardo su quel viso deturpato perché nei propri occhi c’è la capacità di guardare oltre.&lt;br /&gt;Come quella che serve per vedere l’essenza delle cose e della vita; e come quella che rende capaci di vedere (davvero) un film.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-5167280930655233081?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/5167280930655233081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=5167280930655233081' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/5167280930655233081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/5167280930655233081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/06/libri-se-almodovar-diventa-un-teorema.html' title='[libri]  Se Almodòvar diventa un teorema: il romanzo d’esordio di Antoni Casas Ros'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SkJIm_9jLwI/AAAAAAAAAPs/qNY_me5sVuU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-722572510459904530</id><published>2009-05-21T12:20:00.005+02:00</published><updated>2009-05-21T12:28:28.133+02:00</updated><title type='text'>[cinema] The Breach: il dubbio si fa breccia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/ShUrWyVYeeI/AAAAAAAAAOw/rKhFW5YJzZQ/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px; height: 89px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/ShUrWyVYeeI/AAAAAAAAAOw/rKhFW5YJzZQ/s200/images.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338220603786164706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ormai la stragrande maggioranza dei film – tranne rari e interessanti casi – riconduce e rimanda ad altri film: evocando, citando (spesso scopiazzando).&lt;br /&gt;Tanto che i critici fanno spesso le loro recensioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;con paragoni e paralleli; il che è più che giustificato sia perché le “coincidenze” sono frequenti sia per la notevole quantità di pellicole che girano.&lt;br /&gt;Vedendo in questi giorni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;the Breach (Billy Ray, 2007), era inevitabile che mi venissero in mente un sacco di film (spie, cia, fbi, infiltrati,…) ma soprattutto il recente La vita degli altri.&lt;br /&gt;Pur essendo il film tedesco degno di nota, la pellicola di Ray pare esser riuscita a mettere in scena il rapporto tra spia e spiato, indagatore e indagato in modo molto più vero (non per forza realistico, ma vero), senza scadere nello psicologismo che nella citata pellicola invece a volte emerge.&lt;br /&gt;The Breach è un film che va a segno grazie innanzitutto alla non pretenziosità (soprattutto psicologica) degli intenti del regista, che riesce a rendere i meccanismi di un rapporto complesso inquadrato in uno sfondo di inganni e doppi inganni (ordinario amministrazione per il contesto in cui siamo, quello del Bureau).&lt;br /&gt;Grazie anche agli attori, soprattutto un grande Chris Cooper, il film scorre e intriga alla maniera dei classici nel senso “compositivo” del termine e sviluppa una tensione nella sceneggiatura che non esplode mai e per questo affascina e avvolge lo spettatore (non a caso il regista nasce sceneggiatore in casa di scrittori).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-722572510459904530?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/722572510459904530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=722572510459904530' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/722572510459904530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/722572510459904530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/05/cinema-breach-il-dubbio-si-fa-breccia.html' title='[cinema] The Breach: il dubbio si fa breccia'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/ShUrWyVYeeI/AAAAAAAAAOw/rKhFW5YJzZQ/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-6658959952973398088</id><published>2009-04-19T12:11:00.002+02:00</published><updated>2009-04-19T12:15:00.971+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Terre difficili: la Free Zone delle donne</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/Ser5logV3RI/AAAAAAAAAOo/EM2k_4k-0vM/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 82px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/Ser5logV3RI/AAAAAAAAAOo/EM2k_4k-0vM/s200/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326343934242577682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A volte ritornano... quindi anche io! E tra un’assenza e l’altra ieri sera ho recuperato “Free Zone” di Amos Gitai, uno dei pochi cineasti in grado di raccontare la “politica” e la geografia dal punto di vista dell’uomo. E forse più spesso della donna.&lt;br /&gt;Sullo sfondo di una terra, anzi di più terre, mirabilmente non troppo identificabili ma parti ognuna di una terra più grande (quella del conflitto perenne e mai risolto tra popoli vicinissimi e lontanissimi ad un tempo),il film racconta la vita quotidiana e i sentimenti di tre donne e la loro difficoltà di vivere.&lt;br /&gt;Da punti di vista mai scontati e che rifuggono l’affresco facile (come l’eloquente prima lunga inquadratura fintamente fissa sul volto sofferente e bello in modo inusitato di Natalie Portman), Gitai racconta “la storia” contemporanea. Lo fa con un road movie che è un viaggio della speranza e della rassegnazione, ai confini ipersensibili e laceranti di terre martoriate, verso una zona franca che appartiene più al concetto e con un tempo completamente ricreato, che non è quello della realtà ma che il tempo reale rappresenta puntualmente.&lt;br /&gt;I destini diversi ma in fondo uguali di donne che, ognuna a suo modo, soffrono ma cercano di costruire e tirar avanti (in contrapposizione agli uomini violenti e dai modi arroganti, come quelli preposti al controllo dei confini), sono qui narrati in una forma geometrica che non lascia spazio a nessuna sbavatura e men che mai a vedute simil-turistiche.&lt;br /&gt;Ma soprattutto il racconto si snoda attraverso i suoni, le parole (tantissime e ritmate!) delle donne e i rumori che pur ovattati penetrano dall’esterno nell’abitacolo dell’auto e nelle vite delle protagoniste, a ricordare il contesto non-indifferente nel quale si trovano; fino all’alterco verbale su cui si chiude il film, parabola significativa di uno scontro senza fine.&lt;br /&gt;P.S. Il film è in lingua originale sottotitolato, l’unica via possibile per rendere la babele culturale che passa anche attraverso quella linguistica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-6658959952973398088?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/6658959952973398088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=6658959952973398088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/6658959952973398088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/6658959952973398088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/04/cinema-terre-difficili-la-free-zone.html' title='[cinema] Terre difficili: la Free Zone delle donne'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/Ser5logV3RI/AAAAAAAAAOo/EM2k_4k-0vM/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-3089584468911299547</id><published>2009-03-09T18:19:00.002+01:00</published><updated>2009-03-09T18:24:43.599+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Revolutionary road o la mise en scene di un fallimento</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SbVQ0st4--I/AAAAAAAAAOg/TsTL4sh585s/s1600-h/bb.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 109px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SbVQ0st4--I/AAAAAAAAAOg/TsTL4sh585s/s200/bb.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311240201840425954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo (riuscito) film del regista di American Beauty (sopravvalutato) è un’opera sulla rappresentazione e sul suo fallimento.&lt;br /&gt;“Revolutionary road” di Mendes comincia sul palcoscenico di un teatro, dove la protagonista sta recitando in una piece che si rivela un fiasco. È il prologo del fallimento del ruolo che la donna si trova a interpretare nella vita, ovvero quello di moglie. Finito lo spettacolo il marito nel camerino cerca di confortarla ma evidentemente senza esito. Da qui in poi si dipanerà un viaggio impietoso tra i meandri di una coppia o meglio di quello che la coppia cerca, deve, vuole rappresentare. Il film è l’analisi di un rapporto che si rivela fallace proprio perché mancano quegli elementi che lo rendono tale (lo scambio, il contatto, l’incontro e qui soprattutto la complicità); quello che c’è tra i due coniugi protagonisti (gli ottimi Di Caprio e Winslet) è appunto la messa in scena di un legame che manca di veridicità e si perde nell’isteria. Tutto ciò che riguarda la vita dei due è una rappresentazione: la casa, i vicini, gli amici, persino lo sfondo urbano su cui si stagliano è un palcoscenico dove sono chiamati a recitare il loro esasperante ruolo. Ogni cosa, anche la tenerezza o la possibilità di generare la vita restano sospesi tra gestualità e parola, nell’impossibilità di bucare la quarta parete e scendere nella platea della vita.&lt;br /&gt;Un’analisi precisa e chirurgica di un rapporto come quello coniugale che spesso è divenuto oggetto cinematografico ma che raramente (forse dai tempi di Bergman?) ha assunto questa forma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-3089584468911299547?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/3089584468911299547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=3089584468911299547' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3089584468911299547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3089584468911299547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/03/cinema-revolutionary-road-o-la-mise-en.html' title='[cinema] Revolutionary road o la mise en scene di un fallimento'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SbVQ0st4--I/AAAAAAAAAOg/TsTL4sh585s/s72-c/bb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-7215219894169577344</id><published>2009-02-12T12:51:00.002+01:00</published><updated>2009-02-12T12:54:46.455+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Lasciami entrare. La soglia dell’età adulta e l’adolescenza come mutazione e conoscenza</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SZQNnoDwP3I/AAAAAAAAAOI/7OBg4JeQYIk/s1600-h/CACPXNO2CAC0PPGFCAK1BSG0CAOXEPRUCA7X70W1CAHZH96ZCAB5DR5ACARRM168CAB21KTUCA9UW03SCAX1ZGI2CA0VBDUPCA9QTVGNCAO1M8E9CAIL6UGMCACXGH0TCA1QA5EVCATVF4QUCA46K1V2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 127px; height: 88px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SZQNnoDwP3I/AAAAAAAAAOI/7OBg4JeQYIk/s200/CACPXNO2CAC0PPGFCAK1BSG0CAOXEPRUCA7X70W1CAHZH96ZCAB5DR5ACARRM168CAB21KTUCA9UW03SCAX1ZGI2CA0VBDUPCA9QTVGNCAO1M8E9CAIL6UGMCACXGH0TCA1QA5EVCATVF4QUCA46K1V2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301877635741138802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il film di Alfredson “Lasciami entrare” è uno dei più interessanti e affascinanti degli ultimi anni. &lt;br /&gt;Come interessante è l’età dell’adolescenza; un momento di transizione e trasformazione radicale che da sempre attrae letteratura, arti visive, cinema. Basti ricordare la Lolita kubrickiana – rappresentazione mitologica dell’adolescenza – che in una nota sequenza è associata a un essere “mostruoso” (con un montaggio che palesa la sovrapposizione e la fusione delle due creature), non più bambina e non ancora donna. &lt;br /&gt;In questa pellicola, dove si incontrano l’educazione sentimentale e la scoperta della sessualità di due adolescenti, l’incapacità dei sentimenti veri del mondo adulto, la scoperta e la paura dell’altro e del diverso, è soprattutto la semplicità della comunicazione tra i due ragazzini a colpire (meravigliosamente esemplificata nell’ultima scena sul treno…).&lt;br /&gt;Un film esteticamente sublime che non si dimentica facilmente (scene come quella iniziale dell’uomo appeso o quella della piscina sono indelebili).&lt;br /&gt;W la Svezia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-7215219894169577344?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/7215219894169577344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=7215219894169577344' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7215219894169577344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7215219894169577344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/02/cinema-lasciami-entrare-la-soglia.html' title='[cinema] Lasciami entrare. La soglia dell’età adulta e l’adolescenza come mutazione e conoscenza'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SZQNnoDwP3I/AAAAAAAAAOI/7OBg4JeQYIk/s72-c/CACPXNO2CAC0PPGFCAK1BSG0CAOXEPRUCA7X70W1CAHZH96ZCAB5DR5ACARRM168CAB21KTUCA9UW03SCAX1ZGI2CA0VBDUPCA9QTVGNCAO1M8E9CAIL6UGMCACXGH0TCA1QA5EVCATVF4QUCA46K1V2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-3582308251698761271</id><published>2009-01-27T10:14:00.001+01:00</published><updated>2009-01-27T10:17:37.047+01:00</updated><title type='text'>[cinema] It’s only love baby... Cuore selvaggio e l’amore assoluto</title><content type='html'>L'altra sera per puro caso (nel senso che mi è praticamente caduto in testa il dvd) ho rivisto “Cuore Selvaggio” (anno 1990 per chi se lo stesse chiedendo), puro film David Lynch ma direi soprattutto film d’amore. Sull’amore e sulle sue declinazioni, possibilità, espressioni, contesti. Ma sempre amore, assoluto.&lt;br /&gt;Attraverso la sua nota fissazione per il dettaglio, la sua insistenza morbosa sul particolare (che pacificherà molti anni dopo con The Straight Story), il maestro Lynch ci mostra una vera storia d’amore, senza se e senza ma, come pochi altri film sono riusciti a fare. Almeno in un contesto tale, dove violenza, ossessioni, follie, drammi, sangue, teste mozzate, galera e stupri sono la cornice non proprio ideale e non esattamente idilliaca per una storia d’amore. Ma dove l’amore, quello vero senza compromessi e che non necessita di spiegazioni, è puro, forte, travolgente nonostante tutto. Assoluto appunto. C’è un altro film che associo a questo e che racconta così l’Amore: è “Natural Born Killers”, dove i protagonisti in una folle orgia di violenza e omicidi si amano (davvero) e non possono fare a meno l’uno dell’altra.&lt;br /&gt;Azzardiamo che si tratta di film romantici?&lt;br /&gt;P.S.&lt;br /&gt;Aspetto assolutamente di vedere “Milk”...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-3582308251698761271?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/3582308251698761271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=3582308251698761271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3582308251698761271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3582308251698761271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/01/cinema-its-only-love-baby-cuore.html' title='[cinema] It’s only love baby... Cuore selvaggio e l’amore assoluto'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-5410990259651910652</id><published>2009-01-04T21:06:00.001+01:00</published><updated>2009-01-04T21:25:50.996+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Quante volte? I film da ri-vedere, 2001 volte...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SWEbLZPu09I/AAAAAAAAAME/yJBy_iaa6-8/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 87px; height: 120px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SWEbLZPu09I/AAAAAAAAAME/yJBy_iaa6-8/s200/images.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287537320079053778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Puff... l'anno (cinematografico e non) è andato. Mentre alcuni - come me - sono in attesa che le sale si sgomberino dai film di natale (con tutto il rispetto a loro dovuto, sia chiaro!) approfittano degli ultimi scampoli di feste per vedere e ri-vedere qualche dvd in orari magari proibitivi nei giorni feriali. &lt;div&gt;Filimic, con cui stavo chattando poco fa, mi diceva che forse stasera farà una maratona Kill Bill mentre io stavo dicendo che dovrei ri-vedere "2001"; sono quasi due anni che non lo faccio e non va bene... L'Odissea kubrickiana, madre di tutti i film, origine di tutte le inquadrature e detonatore di ogni viaggio intrapreso dai cineasti contemporanei, va visto almeno una volta l'anno. Per avere ben presente cos'è il cinema e cos'è il film (direbbe qualcuno!), non per altro.&lt;div&gt;Beh, ho cominciato a pensare ai film che ho ri-visto tante volte nella vita: al numero uno c'è senza dubbio The Shining, ma poi un sacco di altri film, i più disparati; da Jules e Jim a Assassinio sull'Orient Express (ahah), da Crash a Nodo alla gola, da America oggi a Ombre rosse a Invito a cena con delitto,... e per i motivi più diversi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quante volte!... e voi quante volte avete visto cosa?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-5410990259651910652?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/5410990259651910652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=5410990259651910652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/5410990259651910652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/5410990259651910652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2009/01/cinema-quante-volte.html' title='[cinema] Quante volte? I film da ri-vedere, 2001 volte...'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SWEbLZPu09I/AAAAAAAAAME/yJBy_iaa6-8/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-9180123462065947908</id><published>2008-11-18T23:50:00.006+01:00</published><updated>2008-12-30T15:21:04.533+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Buio e spaventoso come il matrimonio: Cedric Kahn</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SSNHDTtvhHI/AAAAAAAAALk/R52MqV2NQOs/s1600-h/feux-rouges1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270134111110923378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SSNHDTtvhHI/AAAAAAAAALk/R52MqV2NQOs/s200/feux-rouges1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Helvetica"&gt;&lt;span style="LETTER-SPACING: 0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ho visto “Luci nella notte”; ovvero le luci delle auto e delle insegne nella notte della città. Ma soprattutto luci della vita e del suo essere incidentale nella notte della routine piatta e fredda dl matrimonio. O forse è il contrario, chissà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Helvetica"&gt;&lt;span style="LETTER-SPACING: 0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel film algido, inquietante e inquieto di Cedric Kahn c’è tutto l’orrore della routine quotidiana, il fragile equilibrio di un rapporto di coppia che qui è rappresentato con la metafora del viaggio. E del viaggio la vita matrimoniale ha tutti i caratteri: è un viaggio che si fa chiusi in un abitacolo, lungo una strada che pare sempre uguale e monotona ma che nasconde un pericolo ad ogni curva, in un difficile equilibrio tra percorsi dritti e sbandamenti. I dialoghi sono secchi, sospesi, alternano domande retoriche a risposte prevedibili, all’interno di una quotidiana ripetizione che chiude la due parti nella forma: del lavoro, delle vacanze e delle feste comandate, del traffico, delle bugie e delle mezze verità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Helvetica"&gt;&lt;span style="LETTER-SPACING: 0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;A tutto ciò si aggiungono i figli, quasi mai visibili, chiamati in campo dalle parole dei genitori per i quali sembrano spesso rappresentare più che altro un alibi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Helvetica"&gt;&lt;span style="LETTER-SPACING: 0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Alti e bassi, piccole e grandi tensioni che tutti conoscono e che di fronte alle difficoltà che vengono dall’esterno diventano all’improvviso quasi piacevoli. La coppia e la famiglia come rifugio dai pericoli e dalle minacce esterne: amore che tutto accoglie e protegge o “comodo” scudo contro le minacce?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Helvetica"&gt;&lt;span style="LETTER-SPACING: 0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Il finale apparentemente conciliante e ottimista appare più destabilizzante che mai. Perché la vita a due è un’avventura piatta piena di dossi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-9180123462065947908?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/9180123462065947908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=9180123462065947908' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/9180123462065947908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/9180123462065947908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/11/cinema-buio-e-spaventoso-come-il.html' title='[cinema] Buio e spaventoso come il matrimonio: Cedric Kahn'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SSNHDTtvhHI/AAAAAAAAALk/R52MqV2NQOs/s72-c/feux-rouges1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-872396982040690891</id><published>2008-12-11T12:22:00.006+01:00</published><updated>2008-12-23T00:17:09.479+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Soggettive oggettive, ma "nessuna verità"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SUD67L5_3hI/AAAAAAAAAL8/ps8fUHlgn-I/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278494657993498130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 117px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SUD67L5_3hI/AAAAAAAAAL8/ps8fUHlgn-I/s200/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; L'ultimo film di Ridley Scott "Body of lies" (in italiano &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Nessuna verità)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; è a metà strada tra &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Spy game&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Syriana&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;. Detto ciò la cosa più interessante della pellicola mi è parso il punto di vista.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Le scene e le immagini che si susseguono sono spesso oggettive a tutti gli effetti e non il punto di vista di qualcuno che guarda; in realtà sembrano un susseguirsi di soggettive e oltretutto di un "personaggio" diverso ogni volta. Il fatto è che questo resta difficile da identificare: chi è? la popolazione? la città? noi? un osservatore immaginario? Insomma... chi guarda chi?&lt;br /&gt;Un gioco interessante che il regista sembra invitarci a fare ad ogni nuova scena. Lo avete notato?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-872396982040690891?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/872396982040690891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=872396982040690891' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/872396982040690891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/872396982040690891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/12/cinema-soggettive-oggettive-ma-nessuna.html' title='[cinema] Soggettive oggettive, ma &quot;nessuna verità&quot;'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SUD67L5_3hI/AAAAAAAAAL8/ps8fUHlgn-I/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-4582882519147510555</id><published>2008-11-09T19:35:00.004+01:00</published><updated>2008-12-23T00:16:20.121+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Accorrete numerosi: c’è WALL_E!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SRcuexZ4L6I/AAAAAAAAALc/jjK0JlszATk/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266729395425914786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 95px; CURSOR: hand; HEIGHT: 140px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SRcuexZ4L6I/AAAAAAAAALc/jjK0JlszATk/s200/images.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="MARGIN: 0px; FONT: 12px Helvetica"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Un mini post per un suggerimento: se non lo avete ancora fatto correte al cinema a vedere Wall-e. La ormai nota bravura di “quelli della Pixar” stavolta tocca vette inusitate in un film che (poco per i bambini - per i riferimenti - e molto per i grandi) è una vera epifania. Dai primi venti silenziosi ma eloquentissimi e ricchi minuti alla fine ci si trova davanti a un’opera che commuove diverte cita svela annota; e soprattutto ci fa vedere il nostro “mondo spazzatura” come è e - ahi noi - come sarà. Imperdibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-4582882519147510555?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/4582882519147510555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=4582882519147510555' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/4582882519147510555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/4582882519147510555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/11/cinema-accorrete-numerosi-c-walle.html' title='[cinema] Accorrete numerosi: c’è WALL_E!'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SRcuexZ4L6I/AAAAAAAAALc/jjK0JlszATk/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-3506686515534328526</id><published>2008-10-21T20:20:00.004+02:00</published><updated>2008-12-23T00:15:39.303+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Belli sempre. Bunuel, De Oliveira e la vita fuori tempo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SP4d1qM153I/AAAAAAAAALU/D3_M05Fn1MY/s1600-h/locandina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259674222513743730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SP4d1qM153I/AAAAAAAAALU/D3_M05Fn1MY/s200/locandina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Se avete mal di denti (meglio, di mandibola), mal di testa e vi sentite a pezzi probabilmente vi siete beccati pure voi il virus. A me fa compagnia da cinque giorni e spero mi lasci presto... Il lato positivo dell’influenza - a volerlo trovare - sta nel fatto che tra un mal di testa e l’altro si riesce a leggere e a vedere un po’ di film.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Per esempio io sono riuscita a vedermi “Belle Toujours” (ahimè l’avevo perso nel 2006), l’omaggio del portoghese Manoel De Oliveira al grande Bunuel.&lt;br /&gt;Un film incredibile. Naturalmente.&lt;br /&gt;Ancora una volta credo di aver capito che il grande cinema e i grandi cineasti si vedono certamente da molte cose, ma soprattutto da come lavorano con le categorie di spazio e tempo (beh si Aristotele...).&lt;br /&gt;Il film riprende la storia dei protagonisti di “Belle de jour” circa quarant’anni più tardi, in una Parigi quasi irreale come irreale è l’inizio del film che prende avvio in un teatro, luogo deputato all’assurdo per eccellenza, dove tutto può avverarsi, anche un incontro così imprevisto.&lt;br /&gt;Sin dall’inizio il tempo e lo spazio sono delineati dai suoni e dai rumori (ma anche dalle pause e dai lungi silenzi): il concerto iniziale che sostituisce la banalità di una trama da raccontare, i suoni della città che coprono un dialogo cercato e temuto ad un tempo, il rumore (quasi una danza) delle posate nel corso di quella cena che dovrebbe essere rivelatrice ma che è solo una beffa, le parole taciute che però continuano ad aleggiare sui due protagonisti, sul loro passato e su ciò che li lega oltre il tempo.&lt;br /&gt;Tutti suoni e silenzi infinitamente piccoli ma assordanti, che sembrano voler dire che l’assurdità della vita e del destino non possono essere spiegate, che ogni parola è inutile, che la vita e il cinema (quell’arte che lega i due maestri, Bunuel e De Oliveira) non hanno soluzione né spiegazione che possa soddisfarci.&lt;br /&gt;In questa pellicola nulla è rivelato (sarebbe inutile e presuntuoso per noi umani pensare di farlo) ma tutto ironicamente trascorre, senza che noi possiamo farci nulla; la verità non è di nostra competenza e forse l’unica risposta possibile sta nel surreale (cifra di Bunuel, qui simboleggiato dal gallo) che ci ricorda la nostra condizione e l’ineluttabilità degli eventi e della direzione che prende la vita di ciascuno.&lt;br /&gt;L’incontro dopo tanti anni, la verità mai svelata, la vendetta inutile, la cena assurda, il cameriere che arriva tardi con le candele; sono tutti segni della vita che è - come quella di questi personaggi - quasi sempre fuori tempo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-3506686515534328526?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/3506686515534328526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=3506686515534328526' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3506686515534328526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/3506686515534328526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/10/cinema-belli-sempre-bunuel-de-oliveira.html' title='[cinema] Belli sempre. Bunuel, De Oliveira e la vita fuori tempo.'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SP4d1qM153I/AAAAAAAAALU/D3_M05Fn1MY/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-7460016802811720491</id><published>2008-10-07T22:07:00.002+02:00</published><updated>2008-12-11T12:37:42.218+01:00</updated><title type='text'>[sdvq] Datemi un giorno di 48 ore!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SOvF1O4hd-I/AAAAAAAAALM/5xwcpjaPjS0/s1600-h/V_per_Vendetta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254510908576724962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SOvF1O4hd-I/AAAAAAAAALM/5xwcpjaPjS0/s200/V_per_Vendetta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Beh si, più o meno secondo i miei calcoli con 48 ore riuscirei a fare almeno la metà di ciò che vorrei! Me credo che la richiesta non sarà accolta... In questi giorni sono così "piena" che non riesco ad aggiornare il mio povero blog. Mi rifarò prestissimo...&lt;br /&gt;Magari - visto che le 48 ore al giorno non le avrò mai - potrei capovolgere il tempo a mio favore e scambiare il giorno con la notte; non so se ci sarebbe un effettivo guadagno ma ho notato che spesso di notte si può anche accendere la Tv (cosa che invece faccio non più di 3 o 4 volte al mese)...&lt;br /&gt;Sentite qua: alla mezzanotte di domani trasmettono "V per Vendetta", giovedì alle 3 passano "L'imbalsamatore" di Garrone, venerdì alle 2.30 "The million dollar hotel", mentre sabato alle 1.30 fanno vedere "Elephant" di Van Sant e addirittura alle 2.45 "Almost famous".&lt;br /&gt;Non sarà che tra i tristi, grigi e accondiscendenti programmatori del palinsesto televisivo (così li immagino io) si annovera un piccolo cinefilo che però ha paura di venire alo scoperto ed essere tacciato di proporre qualcosa di qualità?&lt;br /&gt;Ho detto qualità? noooo no no io non sono stata eh&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-7460016802811720491?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/7460016802811720491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=7460016802811720491' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7460016802811720491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7460016802811720491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/10/blog-post.html' title='[sdvq] Datemi un giorno di 48 ore!'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SOvF1O4hd-I/AAAAAAAAALM/5xwcpjaPjS0/s72-c/V_per_Vendetta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-5502473877275156395</id><published>2008-09-21T20:38:00.003+02:00</published><updated>2008-12-11T12:37:20.365+01:00</updated><title type='text'>[cinema] Devo inventare una nuova me stessa! (Burn after reading)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SNaVUt_9RMI/AAAAAAAAALE/1A-Azn-3sZI/s1600-h/burnafterreading.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248546598924666050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SNaVUt_9RMI/AAAAAAAAALE/1A-Azn-3sZI/s200/burnafterreading.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il nostro è un mondo mediocre popolato da gente mediocre (quando va bene). Sembrano dirci soprattutto questo i Coen Brothers con il loro ultimo film.&lt;br /&gt;Dopo averci lasciato con un mondo governato dalla pura follia innescata dalla casualità in “Non è un paese per vecchi”, qui i fratelli registi ci mettono di fronte all’ineluttabile imbecillità dell’essere umano medio(cre).&lt;br /&gt;Laddove a decidere le sorti del primo capitato (e per estensione del mondo) era un folle talmente lucido da decidere se uccidere o meno con il testa-o-croce delle monetina, qui a innescare il meccanismo fino a intrecciarsi addirittura col potere (rappresentato dalla CIA) è una donna di mezza età che insegue l’amore cercando uomini su Internet. Ma il concetto di casualità che governa il mondo rimane al centro.&lt;br /&gt;Grazie ad esso la suddetta donna e il suo amico ipod-dipendente tutto-muscoli-e-zero-cervello possono imbattersi in una serie di situazioni che potrebbero addirittura minare la sicurezza nazionale. La mediocrità è diffusa, ingovernabile, pericolosa.&lt;br /&gt;Tutti i personaggi del film, che per il loro essere sopra le righe somigliano molto a quelli di John Landis - girano attorno alla propria pochezza: c’è chi (Clooney) abborda ogni donna che incontra per poi fare jogging dopo il sesso, in una coazione a ripetere che lo rende sempre più incapace di risolvere il rapporto con la moglie, che a sua volta lo tradisce; chi (Malkovich) non riesce a fronteggiare i propri fallimenti e per questo rovina se stesso e la propria vita; chi (Pitt) pare essere tutto corpo e avere una testa utile solo a tener su i capelli; e chi (la McDormand) ha come unico obiettivo quello di farsi quattro interventi di chirurgia estetica perché - dice - “Devo reinventare me stessa”.&lt;br /&gt;E’ questa la frase-cardine del film che pare presa in prestito a uno slogan mediocre di un qualche prodotto cosmetico mediocre.&lt;br /&gt;Perché il mondo è davvero tale: se ci riflettiamo un attimo, quelli che incontriamo tutti i giorni non somigliano più spesso ai personaggi di questo film che a un Nobel per la letteratura o la fisica? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-5502473877275156395?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/5502473877275156395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=5502473877275156395' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/5502473877275156395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/5502473877275156395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/09/cinema-devo-inventare-una-nuova-me.html' title='[cinema] Devo inventare una nuova me stessa! (Burn after reading)'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SNaVUt_9RMI/AAAAAAAAALE/1A-Azn-3sZI/s72-c/burnafterreading.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-2921447865229326128</id><published>2008-09-08T23:20:00.003+02:00</published><updated>2008-09-08T23:43:31.605+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Il corpo come anarchia: il mito dei Blues Brothers</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SMWYX0BJc7I/AAAAAAAAAK8/51k8zp9cOw4/s1600-h/BluesBrothersPosterThumb-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SMWYX0BJc7I/AAAAAAAAAK8/51k8zp9cOw4/s200/BluesBrothersPosterThumb-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243764876010681266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo sono stata coinvolta (assai volentieri) in un progetto che prevede una rassegna di film in lingua originale (per la cronaca a Spoleto). La scorsa settimana in programma c’era la proiezione di uno dei miti del cinema di tutti i tempi: “The Blues Brothers”.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlando del medesimo, e rivedendolo ancora una volta a 28 anni dalla sua uscita nelle sale, ho deciso di soffermarmi su un aspetto fondamentale del lavoro di Landis, uno degli elementi che hanno contribuito a renderlo il mito che è: l’anarchia (e come questo concetto viene affrontato).&lt;br /&gt;Tutto il film è ovviamente un inno all’anarchia e al rifiuto delle regole: le regole di un’America consumistica (si rade al suolo un centro commerciale, mecca del consumismo!), repressiva e pronta a mettere mano alle armi in ogni momento, bigotta e spesso razzista, che si contrappone a un’America (e a un mondo) che rischia di scomparire (quello cristallizzato nel periodo dell’infanzia che nel film è rappresentato dall’orfanatrofio).&lt;br /&gt;A contrapporsi ai riti e miti del mondo che un tempo avremmo chiamato WASP (incarnato dai sopraccitati simboli) c’è un’anima R&amp;amp;B, un cuore soul che irrompe, grida, scuote quel mondo e lo travolge col suo ritmo irrefrenabile e la sua musica esplosiva. Ma c’è anche (se non soprattutto) la rivincita su tempo e spazio di un fattore ingombrante, il più ingombrante per ogni essere umano: il corpo.&lt;br /&gt;In The Blues Brothers li corpo è un elemento anarchico che, ribellandosi alle leggi fisiche, contravviene a tutte le regole, si libera di ogni peso, sfida e vince la gravità.&lt;br /&gt;Solo così - sembrano dirci i fratelli Blues - facendo del corpo un oggetto leggero e flessibile tanto da sembrare un cartoon, si può essere padroni del proprio destino e della propria anima.  Anche se poi per una tale libertà (in fondo spaventosa come ogni vera utopia) alla fine la società chiede sempre un conto da pagare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-2921447865229326128?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/2921447865229326128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=2921447865229326128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/2921447865229326128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/2921447865229326128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/09/cinema-il-corpo-come-anarchia-il-mito.html' title='[cinema] Il corpo come anarchia: il mito dei Blues Brothers'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SMWYX0BJc7I/AAAAAAAAAK8/51k8zp9cOw4/s72-c/BluesBrothersPosterThumb-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-6105003250860693133</id><published>2008-08-24T16:26:00.004+02:00</published><updated>2008-08-28T21:52:24.674+02:00</updated><title type='text'>[komunicazione] Un’idea 10 anni oltre... (le mutande!)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SLF1DGWC3DI/AAAAAAAAAK0/Qx8XD6QbQRY/s1600-h/24082008164.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SLF1DGWC3DI/AAAAAAAAAK0/Qx8XD6QbQRY/s200/24082008164.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238096537711729714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un po’ per deformazione professionale e un po’ per interesse e curiosità personali, osservo attentamente tutto ciò che mi capita sottomano e davanti agli occhi in tema di comunicazione: pubblicità, spot, cartelloni, flyer, brochure. Grandi campagne internazionali e piccoli lavori locali non importa, guardo tutto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così oggi mi è capitato il gadget che vedete nella foto: una borsa di tela - la shopper per intenderci - che una merceria regala ai suoi clienti per festeggiare i 10 anni di attività... visto cosa c’è scritto? Sfido i copy a trovare un pay off più chic... semplicemente fantastica!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-6105003250860693133?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/6105003250860693133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=6105003250860693133' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/6105003250860693133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/6105003250860693133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/08/komunicazione-unidea-10-anni-oltre-le.html' title='[komunicazione] Un’idea 10 anni oltre... (le mutande!)'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SLF1DGWC3DI/AAAAAAAAAK0/Qx8XD6QbQRY/s72-c/24082008164.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-2955525188846559628</id><published>2008-08-11T22:54:00.002+02:00</published><updated>2008-08-11T23:01:02.656+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Les amantes reguliers. Se l’immagine è arte le dimensioni non contano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SKCodD7T7KI/AAAAAAAAAKk/gikDpM_7kEQ/s1600-h/les_amants_reguliers_2004_diaporama_portrait.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SKCodD7T7KI/AAAAAAAAAKk/gikDpM_7kEQ/s200/les_amants_reguliers_2004_diaporama_portrait.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233367984228265122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per sopravvivere al caldo in città si sperimenta di tutto un po’. Avendo appena terminato uno degli ultimi libri di Murakami che mi restano di leggere (ne mancano ancora un paio all’appello), non potevo iniziarne subito un altro (soprattutto con certi autori ho bisogno prima di far decantare storie personaggi e sensazioni); quindi ho deciso di infilare qualche film nell’ipod e vederlo in terrazza con la cuffia... un tipo di fruizione che mi pare accettabile alle 3 di notte di una giornata bollente per arrecare disturbo ai vicini e non dare nell’occhio!&lt;br /&gt;Veramente sono sempre stata riluttante all’idea di vedere un film in uno schermo di pochi centimetri... mi pareva una cosa inconcepibile e addirittura poco etica (!).&lt;br /&gt;Ma l’altra sera nell’ipod ho deciso di vedere (anzi rivedere) un film di 4 anni fa: “Les amantes reguliers” di Phlippe Garrel.&lt;br /&gt;E ho scoperto che la pura arte di quei fotogrammi trascende ogni confine, compreso quello fisico dello schermo.&lt;br /&gt;Non si può infatti porre limite alla forza e alla poesia delle immagini di Garrel, così come non si può imbrigliare il film nella rappresentazione di un tempo simbolico e mitico come quello del 1968.&lt;br /&gt;Perché il tempo di questa pellicola non è il tempo del racconto cinematografico né quello della storia; ma è un tempo assolutamente e puramente filmico, una dimensione creata dal regista-autore che, soffermandosi su un’inquadratura o un sorriso o uno sguardo non il tempo utile per la plausibilità o la durata reale dello stesso, bensì quello necessario per esprimere un discorso e il suo significato, crea l’opera. Questa è arte.&lt;br /&gt;Senza ribadire la distanza cosmica che separa Les amantes dal Bertolucciano The Dreamers (francamente un film come tanti di una certa epoca, con il ’68 banalmente sullo sfondo), ci si rende conto davvero - anche dalla minima superficie di un ipod - della forza emanata da ogni inquadratura che non appare costretta e sacrificata da uno spazio così ridotto, ma anzi allude ancor più nettamente a ciò che resta fuori campo ma che al contempo è evocato e chiamato in causa in ogni istante... uno sguardo che allude a possibilità infinite, un gesto che richiama lo spazio e le sue possibili coordinate, una nuvola di fumo d’oppio che sottende la realtà di un sogno...&lt;br /&gt;Provate a farlo con un altro film!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-2955525188846559628?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/2955525188846559628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=2955525188846559628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/2955525188846559628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/2955525188846559628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/08/cinema-les-amantes-reguliers-se.html' title='[cinema] Les amantes reguliers. Se l’immagine è arte le dimensioni non contano'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AH2jHX6bWKA/SKCodD7T7KI/AAAAAAAAAKk/gikDpM_7kEQ/s72-c/les_amants_reguliers_2004_diaporama_portrait.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-7991506065116169931</id><published>2008-07-29T09:39:00.002+02:00</published><updated>2008-07-29T09:50:56.115+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Il cavaliere oscuro. Ovvero le ali sulla città dopo l’11 settembre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SI7LxVUPDoI/AAAAAAAAAKc/ZetfGXbJLo8/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SI7LxVUPDoI/AAAAAAAAAKc/ZetfGXbJLo8/s200/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228340265819770498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ultimo atteso Batman firmato Nolan è un film assolutamente contemporaneo. Bella forza direte voi. Si ma lo è nel senso che si tratta palesemente di un’opera post 11 settembre, e questo è evidente da molti elementi.&lt;br /&gt;Ma cerchiamo di andare con ordine. Sin dalla prima scena della rapina il motivo dello sdoppiamento si fa centrale: ci sono più rapinatori tutti mascherati (un po’ moduli un po’ cloni del Joker) che  si eliminano uno con l’altro facendo il gioco della “matrice” Joker; la rapina avviene in una banca che però è una banca speciale in quanto proprietà della mafia; Batman (già doppio per natura, pipistrello di notte e miliardario di giorno) si moltiplica confondendo lo spettatore; la moneta che Harvey lancia - il doppio testa/croce - ha in realtà due teste; la faccia stessa di Harvey appena scampato all'incendio dell’ospedale diventa doppia, per metà la sua e per metà teschio.&lt;br /&gt;E questo per quanto concerne sembianze e tratti distintivi.&lt;br /&gt;Andando più avanti si comincia a delineare uno scenario al quale siamo abituati e assuefatti. Il bene non è sempre tale al 100%, anzi, in percentuale variabile si vela di male, a volte per necessità a volte per meschinità o egoismo. Ma il bene assoluto non c’è.&lt;br /&gt;Già questo è segno dei tempi recentissimi, dove tutto e tutti paiono essere implicati nel male (anche noi con il nostro agire quotidiano abbiamo pesanti colpe).&lt;br /&gt;Quindi non più bianco o nero ma un grigio (plumbeo) diffuso un po’ ovunque. Un humus dove il male - qui impersonato da Joker - attecchisce benissimo fino a sguazzarci.&lt;br /&gt;Come accaduto nel 2001 per le torri gemelle di NY, gli attacchi arrivano inaspettati (perché senza apparente motivo) e colpiscono i punti nevralgici di Gotham.&lt;br /&gt;Anche visivamente, i vetri rotti, le finestre che esplodono e i palazzi che si accasciano su se stessi ci riportano all’11 settembre.&lt;br /&gt;La città (Gotham è rappresentazione della città contemporanea) - come NY e come ogni metropoli da allora - è vulnerabile e nuda, esposta ad attacchi prima impensabili. Le inquadrature mostrano uffici e case con immense vetrate che enfatizzano questa “nudità”.&lt;br /&gt;Batman con i suoi strumenti sofisticati e i suoi poteri (dotazioni occidentali) pare impotente al cospetto della follia pura e fine a se stessa del male incarnato dal Joker.&lt;br /&gt;Un Joker che non è più quello che conoscevamo, il fool di gomma con il sorriso beffardo stampato in bocca, fumetto quasi rassicurante nella sua riconoscibile ripetività, che faceva convergere l’azione e l’energia tutta su Batman.&lt;br /&gt;Questo Joker è violento, ha una faccia poco rassicurante dove il trucco colorato e pop ha lasciato spazio a una maschera sbavata e consunta e dove il sorriso è un taglio profondo di una lama (ferita che ogni volta assume cause diverse nei suoi racconti ma che è sempre dovuta a violenze, dolori o soprusi).&lt;br /&gt;Un male che non si può incasellare né arginare, come quello dei terroristi dell’11 settembre che - nonostante gli sforzi americani - ancora non hanno un volto preciso e soprattutto un male che non si può battere perché non ha nulla da perdere e colpisce indistintamente tutto e tutti (“Il bello del caos è che è equo”).&lt;br /&gt;La scena in cui il Joker galleggia appeso nell’aria sta a dimostrarci che la paura è lì in agguato e può palesarsi in ogni momento, anche attraverso i gesti delle persone che non ci aspettiamo.&lt;br /&gt;Perché - dice Joker - “La follia è come la gravità, basta solo una piccola spinta”.&lt;br /&gt;BOOM!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-7991506065116169931?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/7991506065116169931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=7991506065116169931' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7991506065116169931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/7991506065116169931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/07/cinema-il-cavaliere-oscuro-ovvero-le.html' title='[cinema] Il cavaliere oscuro. Ovvero le ali sulla città dopo l’11 settembre'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SI7LxVUPDoI/AAAAAAAAAKc/ZetfGXbJLo8/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-8557105142919124898</id><published>2008-07-23T14:42:00.004+02:00</published><updated>2008-07-23T14:54:05.062+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Donne (vere) tra tragedie, fantasmi, malattie e piatti da lavare.  Volver: questa è vita!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SIcps-S9NbI/AAAAAAAAAKU/__WI0fr9H6w/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SIcps-S9NbI/AAAAAAAAAKU/__WI0fr9H6w/s200/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226191745200240050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno dei miei sport estivi preferiti è il recupero-del-film-in-dvd-perso-al-cinema. Tra i (sempre troppi per me) film che mi ero ripromessa di recuperare al più presto c’era “Volver”, che non ricordo per quale motivo persi al cinema. In realtà avevo acquistato il dvd da un po’ di tempo ma non trovavo mai il momento adatto; finalmente è arrivato.&lt;br /&gt;La cosa che più mi ha colpito nel film di Almodovar - sin dalla prima memorabile scena al cimitero - è l'affresco che Pedro fa della vita, del vivere quotidiano (la cosa più semplice e più complessa che ci sia). Le protagoniste (tutte bravissime e perfette con in testa l’icona Carmen Maura e un’ottima Cruz) sono l’incarnazione stessa della vita, quella vera.&lt;br /&gt;La vita che è dominata dalla tragedia (in senso classico), che fa convivere vivi e morti, fantasmi (reali o presunti non importa) del passato con ombre del presente, che fa incontrare morte e malattia con la femminilità emozionante di una abito colorato o di una scarpa col tacco alto.&lt;br /&gt;La vita che - ancora una volta - è dominata dalla donna che supera difficoltà e ostacoli, ama senza riserve, è solidale con altre donne e che vive sospesa tra una faccenda in cucina, un lontano ma vivido ricordo e lo spirito d’iniziativa necessario per affrontare il futuro.&lt;br /&gt;Una donna forte e decisa che è orgogliosa anche quando è colpita dalla malattia (il rifiuto di Agustina alla tv spazzatura) e che ha il potere di dare la morte a un uomo che la merita (ma che con sensibilità femminile, dopo averlo lasciato in congelatore per giorni ha un moto di compassione e trova per lui una sepoltura il più degna possibile).&lt;br /&gt;Trovo meravigliose queste donne (e nulla c’entra con certo femminsmo!) che tra una tintura ai capelli improvvisata in casa e un lavoro precario inventato dal nulla tirano avanti, forti fragili e sempre affascinanti.&lt;br /&gt;Come la Magnani giustamente omaggiata con la citazione di “Bellissima” che mostra la donna più forte, orgogliosa e fiera del cinema di tutti i tempi.&lt;br /&gt;W le donne! (e chi le sa raccontare).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-8557105142919124898?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/8557105142919124898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=8557105142919124898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/8557105142919124898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/8557105142919124898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/07/cinema-donne-vere-tra-tragedie-fantasmi.html' title='[cinema] Donne (vere) tra tragedie, fantasmi, malattie e piatti da lavare.  Volver: questa è vita!'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SIcps-S9NbI/AAAAAAAAAKU/__WI0fr9H6w/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-2858785024396392653</id><published>2008-07-14T14:36:00.002+02:00</published><updated>2008-07-14T14:40:21.166+02:00</updated><title type='text'>[cinema] Per favore non chiedermi la trama</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SHtItCWfrAI/AAAAAAAAAKE/o4QSIcCjJVg/s1600-h/eternal-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SHtItCWfrAI/AAAAAAAAAKE/o4QSIcCjJVg/s200/eternal-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222848131428756482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se a qualcuno di voi accade lo stesso, ma una delle domande che mi vengono rivolte più spesso per sapere com’è un film che ho visto o che consiglio di vedere è: “di che parla?” o “mi racconti la trama?”, “che genere è?”.&lt;br /&gt;Domande apparentemente banali e innocue che però mi mettono sempre in difficoltà (lo dichiaro così magari qualcuno me la risparmia la prossima volta!).&lt;br /&gt;Dal momento che la domanda è legittima, il problema  è sicuramente mio... cerco allora una spiegazione. La prima che mi viene in mente è che - magari inconsciamente - prediligo film dove la storia intesa come trama è secondaria, può esserci o meno, ma non è mai questo che fa a differenza...&lt;br /&gt;Come si fa a riassumere a parole Mullholland Drive o Deserto Rosso? Come spiegare che Won kar-wai è uno dei più grandi innovatori del cinema provando a raccontare una storia che non sembra (e forse non lo è) scritta in un copione ma che nasce e si materializza attraverso la cinepresa?&lt;br /&gt;Beh a me pare assai difficile. Ma difficoltà (o incapacità) personale a parte, mi chiedo il perché di queste domande ricorrenti... perché dopo oltre un secolo di arte cinematografica e dopo le sue trasformazioni escatologiche filosofiche tecnologiche e linguistiche abbiamo ancora bisogno di sapere “che genere è?” “di che parla?”. Mi sembrano quesiti impossibili anche per la pittura o la scultura, per quale motivo dovrebbero trovare risposta per la settima arte?&lt;br /&gt;Forse la causa sta nel nostro bisogno di catalogare ed etichettare (ancora!?); forse nella poca disponibilità a lasciarsi andare davanti a qualcosa di ignoto che può rivelarsi un’emozione troppo forte; forse nella paura di non essere all’altezza degli stimoli e delle provocazioni che vengono da una pellicola; forse nella pigrizia che pone limiti alla voglia di riflettere, scoprire legami e riferimenti. Forse nell’abitudine alla televisione che tutto definisce e prepara, che ci conforta perché se anche ci stacchiamo dallo schermo per andare in bagno o per una settimana di vacanza, le storie e le trame sono lì, inamovibili, prevedibili e immutate, rassicuranti.&lt;br /&gt;Personalmente preferisco faticare un po’ di più. A volte - credetemi - dà una grande soddisfazione e un inatteso piacere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-2858785024396392653?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/2858785024396392653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=2858785024396392653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/2858785024396392653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/2858785024396392653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/07/cinema-per-favore-non-chiedermi-la.html' title='[cinema] Per favore non chiedermi la trama'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_AH2jHX6bWKA/SHtItCWfrAI/AAAAAAAAAKE/o4QSIcCjJVg/s72-c/eternal-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5421372158760742766.post-8652513707811827749</id><published>2008-07-07T13:12:00.001+02:00</published><updated>2008-07-07T13:16:47.678+02:00</updated><title type='text'>[fotografia] Il fascino (in)discreto del bianco&amp;nero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’altro giorno mi sono imbattuta in un sito di fotografie in bianco e nero, una mia grande passione. C’erano parecchie foto, alcune delle quali davvero degne di nota; ognuna comunque aveva qualcosa di interessante... Roland Barthes - se non ricordo male - credo lo chiamasse il punctum; un centro attrattivo, una forza fuori campo che l’immagine suggerisce e proietta. Guardiamo un’immagine e quello che ci colpisce è un dettaglio per la sua capacità di chiamare in causa qualcosa che non è lì, non è stato impressionato sulla pellicola, ma che dalla stessa è evocato.&lt;br /&gt;Ho riflettuto su questa cosa da quando lessi (secoli fa!) “La camera chiara”, perché spiega bene l’effetto che hanno su di me le fotografie. Solo quelle in bianco e nero però.&lt;br /&gt;Quelle a colori, per quanto belle, suggestive e artistiche non esercitano su di me lo stesso fascino.&lt;br /&gt;Questa cosa è curiosa credo... non so se qualcuno di voi provi lo stesso.&lt;br /&gt;La spiegazione che mi sono data riflettendoci un po’ è questa: le foto a colori mi danno l’idea della realtà mentre quelle in b/n mi danno... l’idea dell’idea!&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. Mentre il colore si riferisce sempre all'oggetto che rappresenta (ad esempio un tavolo verde è quel tavolo, quello e non altri), il b/n - rinunciando alla riproduzione fedele del dato reale - opera un’astrazione e suggerisce un’idea  meno contestualizzata (il tavolo che vedo può essere di qualunque colore e quindi anche di qualsiasi epoca e ubicato in qualsiasi luogo).&lt;br /&gt;In sintesi: il colore probabilmente toglie molte possibilità di immaginazione e di interazione a chi guarda.&lt;br /&gt;Oltretutto, essendo la foto per definizione un’icona della morte (visto che cattura un momento che mai più tornerà, congelandolo per sempre) il colore, per la sua fedeltà, appare un po’ inquietante (ma forse solo a me!), mentre il b/n sembra regalare al soggetto fotografato una sorta di eternità, un valore che va oltre il soggetto-oggetto.&lt;br /&gt;In fondo è lo stesso effetto che suscitano spesso i film in bianco e nero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5421372158760742766-8652513707811827749?l=cinecrisss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cinecrisss.blogspot.com/feeds/8652513707811827749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5421372158760742766&amp;postID=8652513707811827749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/8652513707811827749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5421372158760742766/posts/default/8652513707811827749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cinecrisss.blogspot.com/2008/07/fotografia-il-fascino-indiscreto-del.html' title='[fotografia] Il fascino (in)discreto del bianco&amp;nero'/><author><name>cinecrisss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15730260987607653762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06060250971388892134'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>