lunedì 30 maggio 2016
[cinema] I am Mr Nobody, the man who doesn't exist. Il cinema “esistenziale” di Jaco Van Dormael
Il protagonista ultracentenario, ultimo dei mortali, sembra raccontare la sua vita; ma la sua storia non ha nulla di lineare. Si sovrappongono persone situazioni momenti che avrebbero potuto essere (?) oppure no, fare di lui un uomo innamorato oppure no, un uomo che vive con una donna depressa e malata o con il suo grande amore. Oppure no.
L’espediente che il regista usa, partendo dalla scelta impossibile di un bambino di nove anni che deve decidere se restare con l’uno o l’altro genitore quando questi si separano, è quello di proporre tre possibili storie/vite, ciascuna identificata da una delle donne che il protagonista (uno stralunato e “astratto” nei suoi tratti somatici unici Jared Leto) avrebbe potuto sposare. Non due, ma tre. A indicare, appunto, non un bivio e due opzioni ma tre tra le possibili infinite vite che avrebbe potuto vivere.
In un corto circuito temporale, i tre possibili matrimoni (e quindi le tre possibili vite) sono mostrati con un espediente cinematografico molto efficace: in una chiesta a tre navate, Nemo (“mr nobody”) esce in veste di sposo da ciascun portale, ogni volta con una delle tre spose. E dopo ciascuno di quei matrimoni, verrebbe da dire, Dio solo sa che accade.
Il tutto è reso visivamente con una formula che mescola e cita generi e autori, le cui soluzioni visive ricordano spesso il cinema di Gondry.
Un film ambizioso dicevamo, che tocca i grandi temi della vita fino al più grande, quello dell’esistenza stessa, della quale nessuno di noi può avere prova certa, figuriamoci conoscere la scelta giusta: “Come puoi essere così sicuro che anche tu esisti? Tu non esisti, e neppure io. Viviamo tutti solo nell'immaginazione di un bambino di nove anni. Siamo il frutto dell'immaginazione di un bambino di nove anni messo di fronte ad una scelta impossibile. Negli scacchi si chiama Zugswang. Quando l'unica mossa possibile è quella di non muovere. Vieni a vedere."
Noi forse non esistiamo, ma il cinema dalle grandi ambizioni per fortuna sì.
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